Capitolo IX – Lampi blu
- giugno 14, 2010
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Erano sicuramente una bella coppia, senza ombra di dubbio. Una di quelle coppie che in anni strani come questi nessuno di noi avrebbe esagerato nell’additarle tra le più belle della città. Sembravano felici e a loro agio in ogni circostanza, ad ogni evento ed ogni giorno della settimana. Lui era alto, con corpo atletico e spalle ampie, una fronte spaziosa e capelli forti, di quelli che irriverenti non vogliono mai inchinarsi alle leggi del pettine. Era una figura della Torino artista, della città dei tre fiumi e delle mille realtà musicali. Un ragazzo quasi credibile nel concedersi i primi passi da uomo fatto, nella sua sicurezza di mostrarsi creativo in ogni suo gesto e nel mostrare solidità in un ambito così sospeso tra il nulla e il tutto come il mondo dell’arte. Proveniva da una realtà che trasudava e ancora oggi trasuda senso del dovere e umano rispetto come solo la classe operaia sa mostrare, una classe che ha costruito la città e che troppo spesso si considera sorpassata in un universo come Torino, che tra le sue mille evoluzioni sempre sfiora il peccato mortale di dimenticarsi che dalla fabbrica nasce. Nella sua stretta sicura e spesso arrogante stringeva la mano di Lei, una ragazza intrigante che senza mostrare una bellezza troppo estroversa, celava nel suo sguardo il segreto di un fascino in sospeso tra il puro ed il gigantesco baratro dell’erotico. Occhi grigio chiaro contornati da lineamenti delicati all’inverosimile. Lineamenti che sembravano in certi momenti cozzare con la piega determinata, realista e dura della sua bocca. Un corpo delicato e forse non troppo generoso di forme, ma a modo suo perfettamente armonico e corretto tra le sue parti. Lei era una ragazza della collina, un modo ormai vecchio come questa città di definire una persona di famiglia più che benestante, per non dire di livello inarrivabile per persone come Lui. Suppongo sia il contrasto più sfruttato da poeti, scrittori o presunti tali, la contrapposizione di figure di estrazione sociale ed economica diametralmente opposte all’interno di un racconto. Nonostante le innumerevoli storie splendide o meno già raccontate a tal proposito, loro volutamente inconsapevoli di tutto ciò, passeggiavano innocenti e sereni tra gli alberi del Valentino. Continua…